€ 0,00 0

Birre Artigianali da Filiera Agricola Italiana: un nuovo modo di pensare la birra

Delle birre si parla e si scrive sempre molto. Sono conviviali, divertenti, in grado di mettere d’accordo praticamente tutti e associate nell’immaginario di molti a momenti di pura spensieratezza e relax. Bere una birra a fine giornata è per tanti un rituale irrinunciabile, e tutti abbiamo almeno un amico che si auto proclama un esperto della materia e ad ogni occasione snocciola le ultime novità sull’argomento. Insomma, non è di certo un prodotto poco noto.

Quello che spesso non viene menzionato, delle birre, è tutto quel magico processo necessario per portarle alla luce, fatto di materie prime, di metodi di lavorazione precisi e di continua ricerca ed evoluzione. E anche di un pizzico di sana follia e fervida immaginazione necessarie per creare grandi cose.

Ed è proprio quest’ultimo fondamentale ingrediente che di certo non manca a Teo Musso e agli altri operatori del settore birra che hanno deciso di essere parte e dare vita al progetto “Birra Artigianale da Filiera Agricola Italiana”.

luppolo  baladin_2 (1)

Il Consorzio Birra Italiana

Tutto è iniziato nell’estate del 2019, con la nascita del Consorzio Birra Italiana a partire dalla visione di cinque soci appartenenti a varie realtà importanti nel settore della birra artigianale in Italia: Baladin, ovviamente, e poi il birrificio Mastri Birrai Umbri, il birrificio Altavia, il birrificio Serrocroce e la Malteria Agroalimentare Sud.
Tutti uniti innanzitutto dall’obiettivo comune e piuttosto importante di tutelare chiunque decida di impegnarsi nel lungo e spesso complesso percorso di produzione artigianale di questa bevanda tanto amata. E poi, l’altro punto cardine del programma del Consorzio: provare ad italianizzare il più possibile la birra stessa, promuovendo l’utilizzo di materie prime tutte italiane, dall’orzo al luppolo. Un modo per garantire una sempre maggiore differenziazione e valorizzazione della birra artigianale italiana, tradizionalmente pensata – soprattutto in Italia – come prodotto industriale, ma che in realtà non è altro che l’ennesimo ed eccezionale prodotto agricolo del nostro Paese.  Un’operazione senza dubbio complessa, soprattutto se si tiene conto che ad oggi ancora una buona parte delle birre consumate in Italia vengono esportate dall’estero: la stessa cosa avviene anche per le materie prime, per cui spesso vengono privilegiate quelle di altri Paesi, come Francia e Germania, nonostante la nostra terra sia nota per essere particolarmente fertile e rigogliosa.

Ma la passione, l’impegno e quel pizzico di follia e coraggio di cui si parlava all’inizio hanno permesso a Teo Musso e agli altri operatori di vedere certamente gli ostacoli presenti sulla loro strada ma di non arrendersi e provare ad immaginare dei modi per superarli. E così, grazie al lavoro svolto dal Consorzio, nasce un secondo progetto altrettanto ambizioso: la Birra Artigianale da Filiera Agricola Italiana.

luppolo  baladin_12

Le Birre FAI

Come tutti i veri visionari, anche i soci del Consorzio Italiano, a poco più di un anno dalla fondazione, si sono accorti in poco tempo che bisogna sognare in grande, e loro hanno deciso di farlo creando un vero e proprio marchio: le birre FAI. A guidare questo secondo progetto sono le stesse idee di base e gli stessi valori che avevano portato alla nascita del Consorzio, ma ancora più ambiziosi e sfidanti.
La volontà di rendere ancora più esplicito il legame tra la terra e il prodotto finale, la birra, e di valorizzarlo al meglio come avviene per tutti gli altri prodotti agricoli italiani. E poi ancora il desiderio di rendere la produzione di birra artigianale 100% italiana, attraverso l’ampliamento delle coltivazioni di luppolo, di orzo e di grano. E infine, il sogno di avere delle birre di territorio, per poter parlare anche per questa bevanda di un vero e proprio terroir e rendere universale un concetto che per ora risulta ancora molto nuovo per l’Italia.

Oltre ai sogni, però, ci sono anche le regole concrete che determinano i requisiti che bisogna soddisfare per poter ottenere il marchio di Birra Artigianale da Filiera Agricola Italiana.
Ovviamente il marchio è dedicato solo a birre artigianali, quindi prodotte esclusivamente da birrifici indipendenti artigianali, che non siano state filtrate né pastorizzate. Altro requisito fondamentale è quello relativo alle materie prime: le birre FAI devono infatti essere prodotte con almeno il 51% di prodotti da filiera agricola italiana. Ovviamente quest'ultimo requisito fa riferimento ai due principali protagonisti che contribuiscono a determinare il sapore di una birra e che ne costituiscono gli ingredienti principali, ossia l’orzo e il luppolo. Per entrambi il Consorzio si sta impegnando attivamente in modo da supportare i coltivatori per poterne ampliare le coltivazioni, soprattutto per quanto riguarda il luppolo che ad oggi è ancora un settore di nicchia e in via di sviluppo.

Tanti sogni, quindi, ma anche tante azioni concrete per un progetto destinato a cambiare il settore della produzione di birra in Italia.

Inizio pagina

AVVISO:

Spiacenti: non è possibile acquistare eventi, prodotti e/o Eataly Card all'interno dello stesso ordine.

Puoi comunque effettuare 2 ordini separati.

Grazie!