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Casale Nibbi: una vita da Bio

La terra dà, la terra toglie. Sulle pendici della conca di Amatrice, in provincia di Rieti a 1.010 metri di altitudine, da 5 generazioni l'azienda agricola bio Casale Nibbi dà vita a prelibatezze speciali grazie al clima che circonda i propri terreni. Quegli stessi terreni che hanno tremato nell'estate del 2016, in occasione del terremoto, costringendo l'azienda a rimboccarsi le maniche e a ricostruire quello che la natura aveva distrutto dopo oltre 150 anni di sacrifici.

Amatrice_amelia_nibi

5 generazioni di tradizione e genuinità

"La nostra azienda - racconta Amelia Nibi, che assieme ai genitori e al fratello guida Casale Nibbi - è un'impresa agricola familiare che ha sempre creduto nell'artigianalità e nella tradizione. Tutto il nostro lavoro si basa sul 'fatto in casa': vendiamo prodotti fatti da noi e produciamo solo con le nostre materie prime. Facciamo i formaggi solo con il latte delle nostre vacche, le conserve solo con la nostra frutta. Quest'anno per via delle basse temperatura i nostri meli sono gelati tutti: quindi abbiamo dovuto fare a meno delle mele, uno dei nostri fiori all'occhiello, e non abbiamo potuto venderle".

I prodotti speciali di Casale Nibbi: dalla frutta...

Oltre alle mele, che nascono da 40mila piante, l'azienda produce ciliegie (che come le mele sono usate per produrre anche conserve e succhi), patate, in vendita nei negozi Eataly, che grazie a un sapore unico possono dare vita a ricette speciali, e topinambur. "Il merito della bontà dei nostri frutti è del clima: gli sbalzi termici tipici della montagna donano un gusto speciale alle colture. E fanno diventare spesso le mie gote molto rosse!".

L'azienda bio di Amatrice Casale Nibbi

... a formaggi e pasta

E poi ci sono i prodotti lattiero-caseari ottenuti da latte fatto in casa: dai formaggi come stracchino stagionato - "uno dei nostri prodotti di punta, nato un po' per caso per una dimenticanza" - , caciotta, mozzarella, scamorza e caciocavallo, fino allo yogurt. Completa la gamma una piccola produzione di pasta realizzata con il grano duro al quale è stata riservata una piccola parte dei terreni.

Bio da sempre

"La nostra azienda - prosegue Amelia - è bio dal 1999, quando la certificazione non era ancora una moda. Ma l'acquisizione del 'bollino' non ha cambiato di una virgola la nostra attività perché già rispettavamo tutti i paletti in materia di utilizzo di prodotti chimici e distanza dalle fonti di inquinamento. Ora abbiamo nuove opportunità, ma non è stato un passagggio per nulla faticoso: perché crediamo da sempre in questo modo di lavorare".

L'azienda bio di Amatrice Casale Nibbi

Il caseificio fuori uso

Più faticoso, invece, è stato ed è tutt'ora superare quello che il terremoto ha provocato a livello umano e di danni materiali: "Per nostra fortuna non abbiamo perso parenti stretti, ma abbiamo avuto diversi edifici danneggiati: il caseificio è inutilizzabile e adesso stiamo sfruttando provvisoriamente un altro locale che abbiamo 'rattoppato' in qualche modo. Anche le stalle e le celle di conservazione della frutta richiedono importanti lavori: insomma, ci sarà ancora tanto da fare".

Tornare alla normalità

La difficoltà principale è riuscire a tornare alla normalità: "La gestione del post-terremoto, i lavori, la fatica di ripartire richiedono tanto tempo ed energie. E oltre a questo c'è da portare avanti tutto il resto: lavorare, partecipare alle fiere, pagare le tasse e, se riusciamo, fare anche qualcosa di piacevole nel pochissimo tempo libero che rimane. Purtroppo le nostre giornate durano 24 ore come quelle di tutti gli altri, anche se qualche ora in più ci farebbe comodo".

L'azienda bio di Amatrice Casale Nibbi

La storia di Amelia

Ma l'entusiasmo ad Amelia non manca, come prova il sorriso contagioso che difficilmente scompare dal suo volto. Dopo aver sognato di diventare una farmacista e aver studiato architettura, la 33enne è stata richiamata dalla passione di famiglia. E oggi si impegna anche in attività distanti dai suoi interessi e dalle sue inclinazioni: dalla contabilità alla vendita, fino alla partecipazione di Casale Nibbi a fiere ed eventi. Tanto lavoro, e poco tempo da dedicare alle sue passioni, dal cinema al buon cibo (adora la pizza e le patate con il formaggio fuso), fino alle targhe automobilistiche (sì, hai letto bene!). Ma questo non basta per buttarla giù: ci sono un'azienda e una comunità da ricostruire.

Scopri la vita di Amelia e come, con il sorriso, è ripartita dopo il terremoto!

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