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Viviano Gassino e la Cantina Produttori Nebbiolo di Carema

Ci sono realtà tanto piccole quanto belle da raccontare. E dal momento in cui ci siamo imbattuti nella Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema non abbiamo avuto alcun dubbio su quanto questa fosse una di quelle storie. Viviano Gassino, presidente della Cantina, si fa portavoce di questo piccolo mondo, fatto di difficoltà ma anche tante soddisfazioni, regalate ogni giorno dai frutti della terra, quelli delle vigne di Carema.

Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema

Uno per tutti, tutti per uno

La Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema nasce nel 1960 dalla volontà di 10 soci fondatori che già a quei tempi avevano ben compreso il valore di ciò che avevano di fronte ai loro occhi: quelle vigne e quei vigneti avevano bisogno di qualcuno che credesse in loro, e per questo gli originari 10 soci decisero di unire le loro forze per iniziare una nuova avventura insieme. Le soddisfazioni non hanno tardato ad arrivare: nel 1967 viene istituita la prima DOC Carema, divenendo il primo vino rosso della provincia di Torino a fregiarsi di tale riconoscimento. Nel 1984 l’evoluzione della cooperativa la porta alla costruzione di una cantina di vinificazione, permettendo quindi di produrre il vino in loco e dovendo quindi raccogliere solo le uve presso ogni socio. Da qui inizia quindi una vera e propria attività di vinificazione, invecchiamento e commercializzazione del prodotto.
Oggi la cooperativa conta 110 soci, 80 dei quali conferiscono uve (solo 70 di questi conferiscono uve atte a diventare Carema). Gli ettari iscritti alla cantina sono in totale 14. Si tratta di un numero inferiore rispetto al passato poiché negli anni, ci spiega Viviano, molti terreni sono andati perduti o sono stati abbandonati per mancanza di stimoli e, soprattutto, per via dei costi.

Il gioco vale la candela

Abbiamo chiesto a Viviano quale fosse la difficoltà più grande che purtroppo ricade sull'attività. Lui ci risponde così: “Non c’è ricambio generazionale perché l’attività non è abbastanza remunerata e i costi sono troppo alti.” Ma per lui e per tutti i soci della cooperativa il gioco vale comunque la candela: “È per rispetto nei confronti dei nostri avi che dobbiamo continuare a proteggere e lavorare il nostro territorio. Sono loro che hanno compiuto gesti eroici nel lasciarci questo tesoro in eredità”.

L’architettura topiaria

È davvero un tesoro inestimabile quello delle vigne di Carema, grazie alla sua incredibile particolarità data dall'architettura e dalla struttura dei terrazzamenti nei quali sono presenti le vigne. Si tratta, infatti, di un’architettura topiaria, cioè una struttura a pergola composta da muri in pietra e sorretta dai pilun (pilastri bianchi). Queste masse pietrose hanno in realtà un compito fondamentale: naturalmente immagazzinano calore nelle ore diurne per cederle alla vigna nelle ore notturne, creando un microclima ideale per la produzione vitivinicola.

L'architettura topiaria di Carema

Il Carema Nebbiolo

Il Carema viene prodotto con uve Nebbiolo in purezza, nonostante il disciplinare consenta di utilizzare una percentuale di Nebbiolo pari all’85% e uve sempre a bacca rossa per il restante 15% (vitigni sempre autorizzati dal disciplinare). Viviano ci spiega: “Abbiamo voluto mantenere la tipicità del prodotto, e per questo abbiamo scelto di utilizzare il Nebbiolo in purezza, senza assemblaggio di altre uve”. Il Carema deve essere coltivato a un’altezza che va dai 300 ai 600 metri, ed esclusivamente nei territori di Carema.
Di per sé è un vino dal colore rosso tendente al granato; al naso è fine, con sentori di rosa macerata, mentre al gusto è morbido, vellutato e corposo.
Dal 2010 la Cantina produce due tipi di Carema: il Carema classico, con invecchiamento minimo di due anni, di cui almeno 12 mesi trascorsi in botte grande di rovere o castagno, e il Carema Riserva, con tre anni di invecchiamento, di cui almeno 18 mesi in botte grande, sempre di rovere o castagno.

Il vino Carema

Nel 2014 il Carema è diventato Presidio Slow Food, e a proposito Viviano aggiunge: “Questo è un fattore che ci ha aiutato e continua ad aiutare moltissimo la Cantina perché ci permette di valorizzare al massimo il territorio e la particolarità del vino Carema”.

60 anni di qualità

È al futuro che Viviano guarda con occhi pieni di speranze e di fiducia: “Ci approcciamo a compiere e festeggiare il prossimo anno i 60 anni della nascita della Cantina dei Produttori, facendo ancora quello che facevano i nostri predecessori, con tanta voglia e umiltà, per farci conoscere nel modo migliore possibile, anche rispetto a vini e produttori più noti per fama.”

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