€ 0,00 0

Le intolleranze alimentari: quando il cibo ci infiamma

Quello delle intolleranze alimentari è un argomento di forte attualità, sul quale regna una certa confusione. In primis va detto che esistono delle false intolleranze: consistono nella comparsa di una varietà di sintomi a livello intestinale (coliche, gonfiori, diarrea o stitichezza), cutaneo (orticaria, prurito, eczema), orale (prurito, bruciore, rigonfiamento in bocca) o respiratorio (rino-congiuntivite, asma) che possono far pensare a un’allergia.

Le intolleranze alimentari

Le cause delle finte intolleranze

Invece, in molti casi le cause vanno attribuite al consumo eccessivo di alimenti istamino-liberatori (ad esempio fragole, pomodoro, spinaci, cacao, crostacei, arachidi), all’abuso di alimenti ricchi di istamina e tiramina (formaggi stagionati, insaccati, conserve di pesce, Solanacee – pomodoro, melanzane, peperoni, patate, peperoncino – e vino) o a cattive abitudini alimentari in genere (eccessi, combinazioni non corrette, scadente qualità del cibo). Per questo motivo, a volte è sufficiente cambiare le abitudini alimentari quotidiane e migliorare la qualità del cibo di tutti i giorni per avere un netto miglioramento dei sintomi.

Le vere intolleranze

Le intolleranze vere e proprie, invece, sono la conseguenza di un’attivazione immunologica transitoria, non grave ma protratta nel tempo. I sintomi sono più sfumati rispetto a quelli di un’allergia e compaiono mediamente dopo 24-36 ore. La semplice sospensione degli alimenti “sospetti” non porta particolare giovamento. Esistono intolleranze particolari nelle quali i meccanismi in gioco sono diversi: è il caso dell’intolleranza al lattosio, una delle più note, che non è dovuta alla produzione di anticorpi ma alla carenza dell’enzima intestinale che ci occorre per digerire lo zucchero del latte.

Le intolleranze alimentari

I disturbi

Le intolleranze alimentari rientrano inoltre tra le cause di diverse malattie dell’apparato gastrointestinale, della cute, del sistema nervoso, dell’apparato genito-urinario, del sistema muscolare e articolare, del metabolismo. Senza arrivare a tanto, producono disturbi anche nei soggetti sani: infatti sovrappeso, stanchezza cronica, ridotte performance sportive sono condizioni non necessariamente patologiche, ma nelle quali il controllo della ipersensibilità agli alimenti può portare a significativi miglioramenti.

peperoncini

L’infiammazione da cibo

Di fronte all'evidenza che i sintomi riguardino i meccanismi biologici dell’infiammazione (di cui sono tramite alcune citochine, individuabili nel sangue con appositi test), nella comunità scientifica si parla sempre meno di ‘intolleranza’ e sempre più di infiammazione da cibo. In ogni caso che, salvo alcune eccezioni, l’intolleranza ad un cibo è un fenomeno transitorio, che può essere superato. Fondamentale è individuare gli alimenti che causano disturbo: per farlo, i test sono molteplici e possono sfruttare fenomeni di tipo energetico oppure si conducono attraverso il sangue.

Questo articolo è stato scritto con il contributo di Dott. Nicola Farmacista, azienda valdostana che produce fitocosmetici naturali di alta qualità puntando sulle materie prime locali della montagna: scopri tutti i prodotti!

Inizio pagina

AVVISO:

Spiacenti: non è possibile acquistare eventi, prodotti e/o Eataly Card all'interno dello stesso ordine.

Puoi comunque effettuare 2 ordini separati.

Grazie!