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Parte ufficialmente "Bee the future"!

Dopo anni di lavoro, si è alzato ufficialmente il sipario sul progetto "Bee the future - 100 ettari per il futuro delle api", presentato in una conferenza stampa a Terra madre Salone del gusto 2018. Nata per contrastare il problema della morìa delle api, fondamentali per conservare la biodiversità del nostro ecosistema, l'iniziativa ha preso vita grazie al lavoro a otto mani tra Eataly, Arcoiris, unica azienda sementiera italiana esclusivamente biologica, Francesco Sottile, docente dei Dipartimenti di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università degli Studi di Palermo, e la Fondazione Slow Food per la biodiversità onlus.

Eataly e Slow Food: Bee the future

Come sarebbe un mondo senza api?

A spiegare la genesi del progetto è stato il Professore dell'Università di Palermo Francesco Sottile, membro del Comitato esecutivo di Slow Food: "Questo progetto non parla di cibo e non parla di biodiversità come strumento di produzione, ma ne parla nel senso più elevato del termine. Non parliamo di miele ma di ortaggi, che possono arrivare sulle nostre tavole solo perché ci sono stati degli impollinatori che hanno permesso il processo di fecondazione. Immaginare un mondo senza api significa pensare a un mondo in cui l'agricoltura è legata a fatti meccanici e a processi non naturali, controllati artificialmente, senza una naturale evoluzione".

Il miscuglio

Per evitare che questo accada, il progetto Bee the future ha portato all'ideazione di un miscuglio di fiori appetibili per le api, che è stato e sarà seminato nei terreni degli agricoltori "resistenti" - perché determinati a portare avanti modelli di agricoltura virtuosa in aree molto colpite dalla moria degli insetti a causa delle monocolture - le cui testimonianze sono state molto significative. "Dopo essermi fatto convincere dalla moda della monocoltura del mais da giovane, oggi mi sono pentito e ho riconvertito i terreni a prati: per questo ho accolto con entusiasmo il progetto", ha affermato Giovanni Prato dell'Azienda agricola Prato.  "Essere una 'Resistente' mi ha inorgoglito. E che bello vedere i miei terreni così colorati!", ha sostenuto Cecilia Verganti. "Rappresentiamo un Presìdio Slow Food", ha detto poi un rappresentante dell'Associazione Piattella Canavesana di Corterreggio, "e abbiamo deciso di piantare i fiori proprio al centro di un campo coltivato a mais per creare una macchia di speranza".

Un percorso per la biodiversità

Come ha spiegato il Presidente esecutivo di Eataly Andrea Guerra, "Bee the future è stata l'evoluzione del progetto Seminiamo la biodiversità, che ha portato al recupero di oltre 50 sementi tradizionali italiane. Eataly ha così proseguito questo percorso a favore della biodiversità e della salvaguardia dell'ecosistema dei suoi territori: Bee the future è un altro progetto dal motore agricolo pensato per essere vicini alle persone che ogni giorno toccano la terra. Siamo partiti da 4 aree nelle quali le monocolture hanno messo in pericolo la vita delle api - monocoltura del mais in Piemonte, zona del Prosecco in Veneto, allevamenti intensivi di bovini in Pianura Padana e aree agricole della monocoltura di nocciola nel Lazio, ndr -: nei prossimi 3 anni vogliamo restituire alle api 100 ettari di terreno".

Eataly e Slow Food: Bee the future

I benefici del progetto

E gli effetti benefici del progetto non si fermano al ritorno delle api, come racconta il fondatore di Arcoiris, Antonio Lo Fiego: "Il miscuglio, composto da grano saraceno, facelia, trifoglio alessandrino, coriandolo, senape, trifoglio incarnato, lino, sulla, rucola e girasole non ibrido, è ottimo anche come sovescio per migliorare fertilità del terreno: torneranno a crescere infrastrutture ecologiche e siepi, la cui eliminazione ha portato effetti molto negativi per gli insetti. E migliorerà anche l'aspetto del nostro già meraviglioso paesaggio, perché il mix di colori del miscuglio è proprio bello!".

E adesso?

Il progetto proseguirà nei prossimi mesi con un costante monitoraggio dei risultati attraverso l'installazione di alveari sentinella, la conduzione di analisi ambientali sui suoli e sulla fertilità dei terreni coinvolti. L'auspicio, come affermato da Andrea Guerra, è che "nel lungo periodo questa goccia si espanda ancora" e la nostra biodiversità torni a essere splendente come era in passato".

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