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Presìdi Slow Food: 10 storie da non perdere

Quello dei Presìdi Slow Food è un mondo incredibile: ricco di storia, di fascino, e di piccola artigianalità. Oggi abbiamo selezionato per te le 10 migliori storie dei Presìdi Slow Food. Scegli la tua preferita!

Fragolina di Sciacca e Ribera

FRAGOLINE DI SCIACCA E RIBERA

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, alcuni soldati siciliani di ritorno dai combattimenti sulle Alpi Friulane e Trentine portarono con sé delle piantine di fragoline di bosco e le piantarono nella valle del fiume Verdura, in provincia di Agrigento: qui nacque una nuova varietà del frutto, più rossa e profumata.

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MonteboreMONTEBORE

Nato addirittura nel X secolo, questo formaggio ha una caratteristica forma "a torta nuziale" che ricorda la sagoma del castello del suo paese di origine. Viene realizzato con latte ovino e vaccino: scopri come si produce e come ottiene questa forma speciale!

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Capperi di SalinaCAPPERI DI SALINA

Particolarmente compatti e saporiti, i Capperi di Salina vengono colti a mano, stesi al fresco sui teli di juta e poi "curati", come si dice in gergo: cioè sottoposti a un trattamento naturale che li trasforma in una bontà senza eguali. Vuoi conoscere i loro segreti?

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Melighe del MonregalesePASTE DI MELIGA DEL MONREGALESE

In seguito a un cattivo raccolto di frumento, i fornai del Cuneese provarono a mescolare la farina bianca con quella di mais, meno costosa: nacquero così queste bontà, allora pucciate abitualmente nel Barolo. Ancora oggi le Paste di Meliga sono prodotte con gli ingredienti di una volta: scopri quali sono.

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Chinotto di SavonaCHINOTTO DI SAVONA

Originario della Cina, dalla quale ha preso il nome, il Chinotto di Savona fu importato in Italia nel 1500 da un navigatore savonese che lo trapiantò sulla costa ligure. Qui trovò condizioni uniche per svilupparsi e divenne presto protagonista in pasticceria e per la creazione di una bibita speciale.

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Puzzone di MoenaPUZZONE DI MOENA

Nel primo Dopoguerra gli allevatori della Val di Fassa presero l'abitudine di bagnare con acqua e sale la crosta delle forme di formaggio durante la stagionatura. Così si creava uno strato impermeabile che impediva la fermentazione e dava vita a profumi molto caratteristici: nasceva il Puzzone di Moena.

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Alaccia salata di LampedusaALACCIA SALATA DI LAMPEDUSA

Lampedusa è un'isola che vive di pesca. Nel 1800 più di 20 barche si dedicavano alla pesca dell'alaccia, fatta con il ciancolo (una rete non invasiva): i pesci, appena fatto ritorno in porto, venivano sottoposti a un processo di conservazione speciale (prima sotto sale e poi sott'olio) che li trasformava in bontà uniche.

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Fava di CarpinoFAVE DI CARPINO

Carpino ha una tradizione secolare nella coltivazione di fave. Negli anni '90, dopo che il legume subì una lunga crisi, erano rimasti a coltivarlo solo i contadini Nicola Ortore e Antonio Cannarozzi. Che però non si sono rassegnati e negli ultimi anni hanno ridato luce a questa piccola eccellenza locale.

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Biscotto di CeglieBISCOTTO DI CEGLIE MESSAPICA

Nella provincia di Brindisi esistono più di 40 varietà autoctone di mandorle. La varietà Cegliese, che prende il nome dal comune di Ceglie Messapica, capitale enogastronomica di quest'area, è protagonista di uno dei dolci tradizionali più celebri del territorio: il Biscotto di Ceglie Messapica.

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Cicerchia di Serra de' ContiCICERCHIA DI SERRA DE' CONTI

Un tempo, la cicerchia era tra le principali fonti di sostentamento dei contadini italiani e delle Marche in particolare. Qui si è sviluppata una varietà unica di cicerchia, la Cicerchia di Serra de' Conti, che dopo essere quasi scomparsa è tornata oggi protagonista grazie alla cooperativa “La bona usanza”.

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