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Le zone di produzione dei vini rosati

Tutti pazzi per il rosa, ma non per un rosa qualsiasi: stiamo parlando di quello dei vini rosati, vini interessanti, freschi e perfetti per l'estate, il cui processo di produzione inizia come quello dei vini rossi, ma prosegue come quello dei vini bianchi (vuoi saperne di più? Scopri come si fa il vino rosé!).

I vini rosati

Oggi la Francia risulta essere il principale produttore, consumatore, esportatore e importatore al mondo. L'Italia invece è il quarto produttore al mondo, con circa 2,5 milioni di ettolitri all'anno ed il terzo Paese esportatore, dopo Francia e Spagna.
Non saremo di certo i primi, ma, anche in questo caso, siamo più che fortunati: in Italia esistono alcune aree nelle quali i vini rosati sono un pezzo di storia. Scopriamole tutte!

I vini rosati italiani e le loro zone di produzione

Castel del Monte Rosato

Ci troviamo in Puglia, più precisamente nella zona della Murgia Centrale, area nella quale la viticoltura vanta una storia millenaria. Sempre qui nascono il Castel del Monte Rosato Doc e il Castel del Monte Rosato Dogc (primo a ottenere la Docg tra i vini rosati italiani), prodotti da un vitigno autoctono, il bombino nero. Il rosato da bombino nero viene vinificato in bianco ed è caratterizzato da sentori freschi e delicati, con note floreali, di bacche rosse e agrumate.

Cerasuolo d'Abruzzo

Dalla Puglia, ci spostiamo in Abruzzo, dove a regnare è il Cerasuolo d'Abruzzo Doc, prima Denominazione di origine esclusivamente riservata a un vino rosato.
Il Cerasuolo d'Abruzzo Doc può essere prodotto in un'area che comprende i territori delle quattro province abruzzesi, mentre le uve necessarie per produrlo devono essere coltivate in zone collinari la cui altitudine non sia superiore ai 500 metri, oltre a dover essere per almeno l'85% provenienti dal vitigno montepulciano d'Abruzzo. A seconda del territorio di produzione è possibile distinguere due stili di Cerasuolo: uno più sottile e incisivo, proveniente dalle zone fresche e soggette a escursioni termiche, e uno più strutturato e morbido, proveniente dalle zone più calde.

Chiaretto di Bardolino

Proseguendo verso nord, ci fermiamo in Veneto, e cioè a Chiaretto di Bardolino. Qui vengono prodotte circa 10 milioni di bottiglie di Chiaretto di Bardolino Doc, all'interno di un'area che comprende 16 comuni della riviera veneta del Lago di Garda e del suo entroterra, come, appunto, Bardolino. L'incontro fra le acque del Lago di Garda e la presenza del Monte Baldo creano condizioni climatiche uniche che favoriscono la nascita di quello che viene considerato uno dei vini rosati italiani più importanti. Il Chiaretto di Bardolino viene prodotto principalmente dall'uva autoctona corvina veronese (dalla vendemmia del 2019, può essere usata fino al 95%), alla quale viene aggiunta l'uva rondinella (fino a un massimo di 20%). I vini che nascono sono vini delicati, dai colori tenui, con note agrumate, e un finale leggermente tannico.

Lago di Garda

Cirò Rosato

2.000 bottiglie quelle prodotte in Calabria: il Cirò Rosato è la manifestazione di un legame indissolubile tra la città di Cirò e il vino, legame che affonda le proprie radici nell'arrivo dei Greci e nella loro intuizione che il territorio fosse particolarmente vocato alla coltivazione della vite. Le zone di coltivazione del Cirò comprendono la parte settentrionale della provincia di Crotone, il litorale della costa jonica e l'entroterra collinare, mentre la zona della Doc comprende il territorio dei comuni di Cirò, Cirò Marina e altre aree limitrofe. Un vino dalle origini contadine, prodotto da uve gaglioppo, che emana profumi di ciliegia e malagrana.

Salice Salentino Rosato

Il nostro viaggio prosegue in Puglia, ma questa volta in Salento, considerato una delle culle della viticoltura mondiale. In questa terre nasce il Salice Salentino Rosato Doc, prodotto da uve negramaro (almeno il 75%) e malvasia nera, coltivate su terreni di composizione argilloso-calcareo, i quali contribuiscono a una sana crescita della pianta. I vini rosati che nascono da queste terre sono brillanti, ben equilibrati, con note fruttate e floreali.

Valtènesi Chiaretto

Con circa 2 milioni di bottiglie prodotte, il Valtènesi Chiaretto Doc viene prodotto nelle aree che vanno dal confine della Lombardia con il Veneto, fino a Salò. Le uve impiegate sono groppello (almeno il 50%) e, per la restante parte, vengono impiegate uva a bacca rossa come marzemino, barbera, sangiovese e rebo. Il vino prodotto è quasi sempre caratterizzato da un colore rosa tenue, mentre all'olfatto possiedono sentori di fragolina di bosco, lampone, agrumi, a cui spesso si accompagnano note dolci e speziate.

E ora scopri i vini rosati dello Store Online di Eataly!

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