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Come pulire e cucinare le fave

Ricche di ferro, potassio, calcio e fibre, le fave sono legumi salubri che si prestano a tante ricette, alcune delle quali molto semplici. Ma lo sapevi che in passato non godevano della stessa fama di oggi?
Nell'antica Grecia, infatti, le fave non venivano consumate perché si credeva che la loro forma fosse simile a quella di una testa umana e che quindi fosse proibito mangiarle; in più, a causa della forma della pianta e del colore dei suoi fiori, si credeva che fosse uno strumento in grado di collegare gli esseri umani con l'aldilà, e quindi il regno di Ade. Nell'antica Roma, le fave non venivano comunque consumate, ma perché considerate sacre.
Oggi, fortunatamente, le fave sono grandi protagoniste delle nostre tavole per tutto il periodo primaverile-estivo: scopriamo insieme come pulire e cucinare le fave!

Come pulire le fave

Come pulire le fave

Prima di iniziare a pulire le fave, è importante capire se quelle acquistate siano davvero fresche come ci aspettiamo. La freschezza sta tutta nel baccello che deve essere integro e sodo e nel colore dell'escrescenza che viene rimossa al momento della pulizia.
Mentre per pulire le fave secche (anche quelle decorticate) è necessario un ammollo prolungato (fino a 18 ore), le fave fresche possono essere consumate anche crude (provale in abbinamento al casatiello pasquale della Panetteria di Eataly!).

Fave crude e casatiello

Per pulire le fave fresche, bisogna sgranarle staccando le due estremità del baccello ed estrarre i semi. A questo punto va eliminata l'escrescenza che ricopre il seme e raccoglili tutti in una ciotola.
Se le fave sono state raccolte già da qualche giorno o sono troppo grosse, è consigliato rimuovere la pellicola esterna per renderle più tenere.

Come cucinare le fave

Le fave possono essere cotte in svariati modi, dando vita in ogni caso a ricette molto gustose.
Puoi cucinarle al forno oppure al vapore, ma la versione più apprezzata è quella delle fave in umido con un semplice soffritto di olio e aglio. Un'altra versione gustosa delle fave in umido è quella della "frittedda" palermitana: prepara un soffritto di olio e cipollotti mondati e affettati, aggiungi fave, piselli e carciofi, versa dell'acqua e lascia cuocere per 10 minuti con il coperchio.
E se ti piacciono i sapori freschi del Sud, scopri anche la ricetta dell'insalata di fave, acciughe e pomodori secchi!

Come conservare le fave

Le fave fresche sono parecchio delicate e per questo possono essere conservate in frigorifero per al massimo 2-3 giorni.

Le varietà di fave

La Baggiana è senza dubbio la più diffusa, coi suoi semi grossi e il baccello corto e largo. Altre varietà, meno conosciute, sono la Reina Mora, caratterizzata da un colore violaceo, la Aguadulce supersimonia con semi grossi e baccelli lunghi, e la Superaguadulce con semi di colore verde chiaro.
Oltre a queste, esiste anche una varietà di fava molto particolare, cioè la fava di Carpino, Presidio Slow Food. A Carpino, località vicino Foggia, i terreni argillosi e calcarei sono perfetti per la coltivazione delle fave: quelle di Carpino sono verdi al momento della raccolta, per poi trasformarsi in color sabbia. Scopri tutta la storia e le curiosità delle fave di Carpino!

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