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L’Associazione Vino Libero raggruppa 12 produttori vinicoli e 1 distilleria di 8 diverse regioni italiane impegnati, l’uno nei confronti dell’altro, ad applicare un modello di agricoltura che sia allo stesso tempo economicamente vantaggioso e rispettoso dell’ambiente. 
 
L’agricoltura di Vino Libero rompe le divisioni tra i diversi modelli di coltivazione e ne rappresenta uno nuovo, rispondente alle esigenze di produttori e di consumatori. 
Un modello “dinamico” che si arricchisce continuamente di nuovi argomenti, che promuove la ricerca e che si migliora costantemente, avendo però ben saldi i propri obiettivi di salvaguardia dell’ambiente, di tutela del consumatore e di soddisfazione del produttore.  
 
Tutte le aziende associate adottano scelte di coltivazione che privilegiano processi che consentono di preservare la “risorsa ambiente”, evitando il ricorso a pratiche dannose per il suolo e riducendo al minimo l’utilizzo di sostanze chimiche.



GLI OBIETTIVI
Il progetto VINO LIBERO punta a raggiungere tre obiettivi:

VINO LIBERO DA CONCIMI DI SINTESI

In campagna non si usano concimi di sintesi, solo concimi organici
VINO LIBERO DA ERBICIDI

In campagna non si usano diserbanti, si lavora la terra con rispetto, secondo tradizione
VINO LIBERO DA ALMENO IL 40% DI SOLFITI

In cantina si adottano tecniche evolute per abbattere l’uso dei solfiti, pur mantenendo la perfetta conservazione. Presentiamo solo vini la cui dose massima di solfiti è inferiore almeno del 40% rispetto al limite previsto per legge.

IL MODELLO DI AGRICOLTURA
In linea con lo spirito del progetto, le aziende seguono un Disciplinare Tecnico basato sui modelli più avanzati di agricoltura sostenibile (biologica, biodinamica e integrata) e che definisce le tecniche per la coltivazione del vigneto avendo come scopo primario la riduzione dell’impatto ambientale e la salvaguardia della salute del consumatore. Le Aziende che aderiscono al progetto Vino Libero decidono di impegnarsi subito per il recupero del suolo, una delle risorse ambientali più importanti e per troppo tempo considerata “infinita” e/o immutabile.
Per contrastarne l’impoverimento e riportare la “fertilità” naturale del suolo si adottano:

  · Metodi di coltivazione migliorativi (sovesci, sfalci, ecc…) e concimazioni con sostanze di origine naturale (letame, humus, ecc…) ottenendo un contemporaneo abbandono dei concimi di sintesi.
  · Tecniche di controllo meccanico e/o biologico delle erbe infestanti  e contemporaneo abbandono dei diserbanti.

 


IL MODELLO DI ENOLOGIA
Le aziende che partecipano al progetto Vino Libero si impegnano alla produzione di vini che presentino un abbattimento di almeno il 40% di anidride solforosa rispetto ai limiti fissati dalla normativa vigente.
Per ottenere vini utilizzando bassi quantitativi di solforosa è determinante produrre uve di qualità. Solamente con un alto livello di sanità e una corretta maturazione delle uve è possibile procedere alla riduzione della solforosa senza rinunciare a vini longevi e di qualità. In fase di vinificazione è importante porre particolare attenzione al tempo di attivazione della fermentazione. Una  partenza veloce riduce i rischi di attacchi microbiologici e ossidativi e non rende necessaria l’aggiunta di solforosa.
Al termine dell’attività fermentativa la gestione del vino sulle fecce fini rappresenta un’ottima alternativa all’uso della solforosa. Durante l’affinamento e i travasi si riducono le aggiunte di solforosa proteggendo il vino dal contatto con l’ossigeno mediante l’utilizzo di gas inerti.

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