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Una cena così non la puoi perdere

“L’Ultima Cena è un’opera d’arte unica e senza tempo ed è contraddistinta da un eccezionale valore universale”, UNESCO

Secondo la Dichiarazione UNESCO “L’ultima Cena (1494-1498), che Leonardo da Vinci ha dipinto nel refettorio del Convento Domenicano di Santa Maria delle Grazie in Milano, è indiscutibilmente una delle più alte espressioni d’arte al mondo. Il suo valore unico, che nel corso dei secoli ha avuto una rilevante influenza nel campo delle arti figurative, è inseparabile dal compendio architettonico nel quale è stato creato: L’Ultima Cena è un’opera d’arte unica e senza tempo ed è contraddistinta da un eccezionale valore universale”. Nel 1980 il Museo del Cenacolo Vinciano è stato riconosciuto dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità.

Ultima cena

Un rischio che non vogliamo correre

Dal 1498 (anno in cui fu ultimata) fino ad oggi, L'Ultima Cena di Leonardo da Vinci ha subìto diversi restauri: per via della tecnica con cui è stato dipinto, il capolavoro è estremamente fragile e continua lentamente a degradarsi. Questo a causa delle polveri sottili che ognuna delle 400.000 persone che possono vedere il dipinto ogni anno porta con sé, rischiando alla lunga di privare il nostro Paese e il mondo intero di uno dei suoi capolavori più straordinari.

Allunghiamo la vita al Cenacolo

Nel 2017 il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha dato il via a un’imponente operazione di tutela, che permette oggi di immettere ogni giorno circa 10.000 m³ di nuova aria pulita all'interno del refettorio di Santa Maria delle Grazie, contro i circa 3.500 m³ che venivano immessi fino a oggi. Allo sviluppo del progetto, che allungherà di 500 anni la vita del dipinto permettendo a un numero maggiore di persone di ammirarlo, hanno collaborato diversi istituti di ricerca (ISCR, CNR, Politecnico di Milano, Università Milano Bicocca). L’ultimazione è prevista entro il 2019, anno del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci.

Eataly è l'unico finanziatore privato

Eataly, unico sostenitore privato a finanziare una parte importante del progetto, ha dato così vita a una sinergia che metterà uno dei capolavori dell’arte italiana al centro dell’attenzione mondiale. Coinvolgendo Scuola Holden, Eataly ha realizzato una campagna di sensibilizzazione dal titolo Una Cena così non la puoi perdere: Alessandro Baricco, dal Cenacolo, racconta la genesi dell’opera e invita tutti a visitare il capolavoro.

Rendiamo l'opera più accessibile

Oggi, mentre il potenziamento del sistema di HVAC è ancora in corso, è possibile accedere al refettorio per 30 minuti, al posto dei 15 consueti, in orario serale e a museo chiuso, con un esperto che narra la nascita, la vita, la storia e i segreti dell’opera. In Italia, il Museo del Cenacolo Vinciano è uno dei luoghi di cultura più importanti e visitati, è stato il 14° nel 2016: e tale posizione al di fuori della top ten nella graduatoria dipende in grande misura dalla necessità di limitare il numero di visitatori per ragioni di conservazione. In futuro, grazie a questo intervento, molti più visitatori potranno emozionarsi al cospetto di questo incredibile capolavoro.

La fragilità dell'opera

La fragilità e la vulnerabilità che contraddistinguono la tecnica adottata da Leonardo (una tempera applicata secondo una tecnica sperimentale in luogo del tradizionale affresco) è stata manifesta sin dal periodo immediatamente successivo alla sua realizzazione. Un dato è inequivocabile: il dipinto di Leonardo da Vinci ha da sempre avuto problemi di conservazione legati alle condizioni ambientali. In questa luce, il microclima interno del Museo del Cenacolo Vinciano (in termini di temperatura, umidità, concentrazione di particelle e nanoparticelle, inquinanti atmosferici e VOC) risulta di cruciale importanza per la conservazione del dipinto.

Il controllo delle condizioni ambientali

Il Museo del Cenacolo Vinciano è noto da decenni alla comunità scientifica internazionale come un caso esemplare nello studio e nel controllo delle condizioni ambientali per la conservazione del Patrimonio Culturale e il primo sistema HVAC è stato attivato nel 1995. Del resto la comunità scientifica internazionale ha oramai coralmente evidenziato come l'inquinamento dell'aria interna, la contaminazione biologica, il turismo di massa e la variabilità nelle condizioni microclimatiche abbiano strette relazioni con il deterioramento materico delle opere d’arte.

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