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La storia del cioccolato

Molte delle grandi eccellenze del cioccolato a livello mondiale sono italiane, e per questo ci viene spontaneo associare questa bontà al nostro Paese. Eppure le origini della storia del cioccolato vanno ricercate molto lontano, addirittura al tempo della scoperta dell'America, e hanno a che fare con uno scopo nobile.

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Le origini della storia del cioccolato

Sembra che ci siano infatti gli utilizzi medici agli albori della diffusione del Theobroma cacao (nome scientifico del cacao che significa cibo degli dei - theos = dio e broma = nutrimento) in America Centrale. In particolare, le donne olmeche cominciarono a produrre per le donne che avevano appena partorito una bevanda a base di pasta di cacao paragonabile a una cioccolata, che era un vero e proprio toccasana per la salute: servita fredda, era aromatizzata con fiori e spezie come vaniglia, peperoncino e cannella. Grazie alle sue proprietà, questa bevanda fu presto considerata sacra e venerata, tanto che nei secoli successivi i Maya, per assicurarsi un buon raccolto, si rivolgevano al dio Ek Chuah, il dio del cacao.

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Cioccolato: l'arrivo in Europa

Furono poi i conquistadores spagnoli a dare il via alla storia del cioccolato in Europa, dopo averla importata dalle Americhe: qui erano soliti gustarla la sera tardi, preferibilmente calda e con l’aggiunta di zucchero di canna, servita da mogli, concubine e schiavi autoctoni. E, dopo essersene innamorati, la portarono con sé nella madrepatria.

La storia del cioccolato in Italia

Grazie ai rapporti con la Spagna e ai matrimoni dinastici tra eredi delle Case Reali, l’Italia fu uno dei Paesi nei quali la tradizione del cioccolato attecchì prima. Fu infatti probabilmente Catalina Micaele, Infanta di Spagna, figlia di Filippo II e sposa di Carlo Emanuele I di Savoia, a portare a Torino il rito della cioccolata calda. Solo 100 anni più tardi, però, due Madame Reali dei Savoia istituzionalizzarono in Italia la specialità iberica: si tratta di Maria Cristina di Francia (figlia del re francese Enrico IV e di Maria de’ Medici) e Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemour, grazie alle quali l'uso della cioccolata divenne comune nei salotti piemontesi. Di lì a poco, Torino sarebbe diventata un centro d’eccellenza per la produzione di cioccolato a livello continentale, ruolo che conserva ancora oggi (basti pensare al gianduiotto, nato dalla pasta di gianduia ideata a Torino da Michele Prochet nel 1852, e al “Bicerin”, bevanda a base di cioccolato, caffè e panna simbolo della cultura dolciaria piemontese).

Il bicerin di cioccolato di Eataly

Dalla bevanda alla tavoletta

Prima della nascita del cioccolato come lo intendiamo noi oggi passarono però ancora circa 2 secoli: solo nell’800 si sperimentarono infatti le prime ricette per ottenere il cioccolato solido, e proprio in questi anni nacquero gli accostamenti di maggior successo, ad esempio con le nocciole (a Torino) e con il latte (in Svizzera). A seguito della rivoluzione industriale, infine, il cioccolato smise di essere un alimento d’élite, divenne un prodotto di massa e fu avviata la sua produzione in tutto il mondo: oggi è ottimo gustato al naturale, come ingrediente per dolci al cioccolato o per preparare un'ottima cioccolata calda: scopri come si fa!

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