Cosa sono i terroir e quali sono i più importanti in Italia

Il vino è un argomento molto vasto, talmente ricco di sfumature e colori che c’è sempre qualcosa da imparare. Il risultato è che la maggior parte di noi si ritrova spesso confuso e disorientato da terminologie troppo complesse e da spiegazioni ancor più complicate, rendendolo un argomento ad appannaggio dei più curiosi e dei più esperti.

Per questo, dopo averti spiegato come si fa il vino, cosa si intende con il termine solfiti e cosa vuole dire la parola tannini, oggi entreremo nel merito di un altro vocabolo legato al mondo del vino: il terroir. Una parola perfetta da snocciolare a cena con amici e conoscenti e fare bella figura con una spiegazione semplice ma efficace che ti porterà ad essere eletto come nuovo sommelier di fiducia del gruppo.

Abbiamo la tua attenzione? Allora possiamo incominciare.

Cos’è il terroir

Il concetto di terroir, in realtà, è molto più semplice di quello che potrebbe sembrare a prima vista.
É un termine caratterizzato da un’ampiezza di significato maggiore rispetto al semplice concetto di territorio: non indica infatti solo le caratteristiche fisiche e la biodiversità di un luogo e di un’area, ma abbraccia anche il legame che questa stessa zona e le sue caratteristiche hanno con il lavoro di chi coltiva la vigna e produce il vino.

É la ragione per cui, all’interno di una specifica e ben delimitata zona geografica, l’interazione tra terreno, clima, vitigno e le tradizioni enologiche e agronomiche di quel luogo possono dare vita ad un vino unico ed irripetibile nel senso più vero del termine, perché non potrebbe essere riprodotto identico in nessun altro luogo al mondo.

Il concetto di terroir è così importante e talmente identificativo che, in alcuni casi, può arrivare a definire e a caratterizzare un vino così tanto da rendere unica e riconoscibile la produzione di una vigna, distinguendola in modo sostanziale da quello di un vitigno situato anche a poche decine di metri di distanza.

Affascinante, non trovi? Ecco qualche esempio concreto di terroir per aiutarti a comprendere ancor meglio questo termine e permetterti di istruire i tuoi amici a dovere.

Langhe

Colline verdi e floride che si estendono a vista d’occhio riconosciute come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 2014. Dolci salite alternate ad erti versanti che esprimono al meglio il carattere di una terra che, con pazienza e costanza, anno dopo anno, ci regala alcuni dei prodotti migliori della nostra tradizione enogastronomica. E soprattutto borghi, casali e cantine secolari che hanno fatto della produzione di vini di qualità una vera e propria arte.

Tra i vitigni più rappresentativi di questo terroir c’è indubbiamente il nebbiolo, nelle sue massime espressioni come il Barolo e il Barbaresco, due dei vini più amati e conosciuti in assoluto. Ma anche tanti altri vitigni autoctoni come la Barbera o il Dolcetto e la Freisa.

Nonostante la vocazione delle Langhe sia indubbiamente rossista, non manca una nutrita rappresentanza di vini bianchi prodotti con varietali autoctoni, come Arneis, Nascetta e Favorita, e internazionali come Chardonnay e Riesling. La fascia alta delle colline, inoltre, grazie al clima fresco e ventilato, permette di ottenere ottime basi per gli spumanti a base Pinot Nero e Chardonnay, per la produzione dell’Alta Langa, un metodo classico sempre più apprezzato da esperti e appassionati.

Conegliano e Valdobbiadene

Anche in questo caso parliamo di un territorio patrimonio dell’UNESCO (dal 2019), che, come le Langhe, si caratterizza per un andamento fortemente collinare. La coltivazione della vite, l’unica possibile, e il duro lavoro dell’uomo, hanno modellato questo territorio, rendendolo capace di dare sostentamento ai suoi abitanti

Grazie al lavoro dell’uomo le Rive, scoscese colline rocciose, sono diventate terrazzamenti in cui dimorano i filari di Glera che qui trova la sua espressione migliore, regalandoci spumanti unici, in grado di accompagnarci con gusto ed eleganza nei momenti di convivialità.

Trova qui la sua massima espressione una bollicina famosissima: il Prosecco Superiore di Conegliano e Valdobbiadene, il cui nome viene ormai pronunciato con gli accenti di tutto il mondo, internazionalmente legato nella mente di tutti noi ad una sola immagine: il brindisi.  Che sia un cin cin, un cheers, un salud o un prosit, insomma, qualunque sia la vostra lingua non c’è vino più adatto da assaporare per il momento in cui i bicchieri si incontrano in quell’allegro e leggero tintinnio.

Valpolicella classico e Soave

Quello della Valpolicella è un territorio dolce e accogliente, in cui i monti Lepini degradano lentamente e progressivamente in ampie e confortevoli vallate, fino alla pianura. Uno scenario rilassante e verdeggiante, in cui perdersi per ritrovare una pace assoluta.

Un territorio unico, in cui l’arte della viticoltura è diffusa sin dai tempi dell’Antica Roma: un sapere prezioso che viene tramandato attraverso i secoli di generazione in generazione, conservando tutta la magia che solo le vere eccellenze possono avere.

Qui le uve a bacca rossa Corvina, Corvinone e Rondinella danno origine all’Amarone, uno dei vini rossi più importanti e famosi della nostra tradizione enologica, a cui si affiancano altre denominazioni locali, come Il Valpolicella Ripasso, meno blasonate ma comunque molto interessanti.

Il vicino Soave invece è la terra del bianco, dove su terreni di origine vulcanica viene coltivata la Garganega, che da vita a vini freschi, delicati e profumati in gioventù, che diventano complessi ed eleganti se lasciati affinare per qualche anno, grazie alle sue spiccate doti evolutive

Chianti Classico e Montalcino

La Toscana è una terra che non ha davvero bisogno di presentazioni.
Le sue colline, il suo panorama verdeggiante di ulivi, cipressi e vigneti sono già stati raccontati in innumerevoli film e libri ed hanno fatto fantasticare turisti da tutto il mondo. Ma oltre alla sua bellezza paesaggistica, la Toscana ci regala alcuni dei prodotti vitivinicoli più famosi e apprezzati di tutta Italia.

Il vitigno protagonista assoluto in questa regione è il Sangiovese, utilizzato per produrre vini che raccontano il territorio toscano meglio di qualunque descrizione potremmo fare noi: : ruvidi, forti e spigolosi ma allo stesso tempo strutturati, bilanciati e intensi.  

Il Sangiovese in purezza nelle zone di Montalcino permette di ottenere il Brunello, uno dei vini italiani più famosi e longevi e la sua versione più giovane, il Rosso di Montalcino.
Tra le massime espressioni in assoluto del Sangiovese, poi, come non citare il Chianti Classico, un’eccellenza tutta italiana che ci rende orgogliosi e famosi in tutto il mondo.
Ti basterà un calice di uno di questi due vini per sentirti immediatamente trasportato nell’atmosfera rilassante e scenografica delle colline toscane.

L'Irpinia

Il Sud Italia è una zona della nostra penisola che ci ha da sempre abituato a delizie e leccornie di ogni tipo. La Campania, poi, è una delle terre più ricche di sfiziosità e chicche gastronomiche, in grado di far venire l’acquolina in bocca a tutti: anche dal punto di vista dei vini, però, non ci delude affatto, anzi.

La combinazione di altitudine, esposizione al sole e terreni calcareo argillosi rende l’Irpinia la patria di alcuni vini che sin dal primo sorso avranno il potere di allietare le tue papille gustative e tutti i tuoi sensi: il Fiano di Avellino, innanzitutto, un vino antichissimo che è forse uno dei più rappresentativi della zona, ma anche il Greco di Tufo, dal sapore inconfondibile e sulfureo e la Falanghina, delicata e soavemente fruttata.

Oltre ai varietali autoctoni a bacca bianca, qui troviamo anche un grande rosso, l’Aglianico, ruvidi, forti e spigolosi ma allo stesso tempo strutturati, bilanciati e intensi.  

L'Etna

Esistono pochi luoghi caratteristici, suggestivi e scenografici come la zona dell’Etna. Lì dove dalla cima del vulcano si scorge il mare, in una chiara rappresentazione di come lo spettacolo della natura non finirà mai davvero di stupirci e sconvolgerci.

E come se ciò non bastasse per convincerci che questo territorio è davvero eccezionale, alcuni eroici viticoltori sono riusciti a coltivare dei vitigni proprio sulle pendici laviche dell’Etna, regalandoci dei preziosissimi gioielli racchiusi all’interno delle bottiglie.

I vini che nascono in questo territorio, ancora una volta, lo rappresentano meglio di qualunque altro tentativo di descrizione: sono vini che non accettano compromessi, contradditori e indimenticabili. Nascono qui grandi vini rossi a base di Nerello Mascalese e di Nerello Cappuccio ma anche straordinari bianchi, sapidi e verticali, in cui il vitigno principe è il Carricante, che solo sul vulcano è capace di esprimersi appieno.

Insomma, quello del vino è un mondo davvero ampio e a volte un po’ complesso, ma speriamo che adesso tu abbia qualche utile nozione in più da rivenderti a cena con gli amici: ma per diventare un vero esperto, dopo la teoria deve arrivare anche un po’ di pratica.
E allora corri a dare un’occhiata alla nostra categoria dedicata ai diversi terroir e assaggia i vini più rappresentativi per ciascuna area!